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   Via Toso

Così intitolata dopo la seconda guerra mondiale in ricordo di don Emanuele Toso, parroco di Lavaggiorosso fucilato nel 1944 dagli alpini della divisione Monterosa, inizia da Piazza del Popolo e raggiunge il piazzale di Sant’Andrea.
Nell’Ottocento era chiamata "via alla Parrocchia" e, probabilmente, è la strada citata numerose volte nei documenti antichi con il nome di "carrubeo recto".
Nel tratto iniziale, fino all’incrocio con Via Della Compera, sui due lati della strada si trovano tre edifici del XIII-XIV secolo, sulla destra la casa Restani, sulla sinistra una costruzione che in origine era a due piani e un altro edificio ad un piano munito di archetti pensili con un grande arco, probabilmente l’ingresso di un grande magazzino dell’antico porto di Levanto.
Come in tutti gli edifici levantesi coevi il materiale lapideo da costruzione impiegato è la peridotite verde locale, tanto che la fantasia ha suggerito a qualcuno di chiamare Borgo Verde l’antico nucleo. La casa Restani, tipico esempio di edificio mercantile medievale con i magazzini e la bottega al piano terreno e l’abitazione a quello superiore, presenta inferiormente tre grandi archi costruiti anch’essi in funzione dell’antico porto.
Le quadrifore e le trifore al primo piano, al pari della restante parte dell’edificio, sono completamente frutto di un restauro un po’ “azzardato” attuato all’inizio del XX secolo. In altre parole, soltanto la muratura e gli archi in peridotite sono originali, mentre il resto della costruzione è un falso.
Proseguendo in Via Toso, dopo l’incrocio con Via Della Compera, tutti gli altri edifici sono stati ricostruiti dopo i bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale.

 


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